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GLP-1: cos'è? L'ormone della sazietà spiegato in modo semplice
Se ne parla come di un farmaco, ma è prima di tutto un ormone che ognuno di noi produce dopo i pasti. Da dove viene il GLP-1, che cosa fa nel corpo, e perché è servito il veleno di una lucertola per ricavarne una terapia?
Il GLP-1 è entrato nelle conversazioni dalla porta dei farmaci, tanto che molti pensano che lo sia. Chi cerca «GLP-1 cos'è» trova quasi soltanto nomi di medicinali. In realtà è prima di tutto un ormone, che l'intestino di ognuno di noi rilascia più volte al giorno, a ogni pasto. Le terapie di cui tanto si parla, del resto, non ne contengono: lo imitano.
Per capire che cos'è il GLP-1 bisogna tenere distinte queste due cose, l'ormone e le sue copie. Il primo fa parte del normale funzionamento della digestione. Le seconde sono molecole progettate in laboratorio, prescritte nel diabete di tipo 2 e nell'obesità.
Che cosa significa GLP-1?
GLP-1 è la sigla di glucagon-like peptide-1, in italiano «peptide simile al glucagone di tipo 1». Il nome viene dalla sua origine: l'ormone è ritagliato dalla stessa grande molecola da cui nasce il glucagone, un altro ormone che interviene nella regolazione della glicemia. I due però non hanno lo stesso ruolo, e i loro effetti sullo zucchero nel sangue sono opposti.
Il GLP-1 è prodotto dalle cellule L, sparse nella parete dell'intestino e sempre più numerose man mano che si scende verso il colon. Lo rilasciano nei minuti che seguono l'inizio del pasto, in risposta ai nutrienti che passano loro accanto.
Un ormone, tre destinatari
Il GLP-1 agisce soprattutto su pancreas, stomaco e cervello. Al pancreas fa produrre più insulina e frena il glucagone. Questo segnale ha una caratteristica preziosa, dipende dal livello di zucchero: si esercita quando la glicemia è alta e si attenua quando scende.
Allo stomaco chiede di rallentare. Il pasto lo lascia più lentamente, i nutrienti arrivano nel sangue in modo più graduale, e la sensazione di aver mangiato dura di più. Al cervello, infine, partecipa al messaggio di sazietà, quello che fa posare la forchetta.
Il GLP-1 appartiene alla famiglia delle incretine, gli ormoni intestinali che amplificano la risposta del pancreas quando lo zucchero arriva dalla bocca invece che direttamente nel sangue. La condivide con il GIP, meno noto, che ha acquistato importanza con le terapie più recenti. La sintesi di riferimento sull'argomento resta quella del fisiologo danese Jens Juul Holst, uscita su Physiological Reviews nel 2007.
Due minuti, poi più niente
Appena rilasciato, il GLP-1 viene distrutto. Un enzima presente nel sangue e sulla superficie dei vasi, la DPP-4, lo taglia in uno o due minuti. Solo una frazione dell'ormone prodotto raggiunge la circolazione generale nella sua forma attiva.
Questa brevità ha un senso: il segnale è tarato sul pasto e si spegne con lui. Per molto tempo ha anche impedito di farne un farmaco. Iniettare il GLP-1 così com'è non sarebbe servito a niente, perché sarebbe scomparso prima di agire.
Come una lucertola ha aperto la strada alle terapie
La soluzione è arrivata da un animale del deserto. Nel 1992 il ricercatore americano John Eng descrive sul Journal of Biological Chemistry una molecola isolata nel veleno del mostro di Gila, una grossa lucertola il cui nome scientifico è Heloderma suspectum. Questa molecola, l'exendina-4, somiglia al GLP-1, attiva lo stesso recettore e resiste molto meglio alla degradazione. Il primo farmaco della famiglia ne deriva direttamente.
I chimici hanno poi modificato lo stesso GLP-1 umano per proteggerlo dalla DPP-4 e agganciarlo all'albumina, una proteina del sangue che gli fa da trasportatore. Da questo lavoro sono nate la liraglutide e poi la semaglutide. Secondo il riassunto delle caratteristiche del prodotto pubblicato dall'EMA, la semaglutide ha un'emivita di circa una settimana. Da due minuti a sette giorni: tutto ciò che separa l'ormone dai farmaci sta in questo scarto.
I farmaci che imitano il GLP-1
Si chiamano analoghi del GLP-1, o agonisti del suo recettore. In Italia i nomi che ricorrono di più sono quattro.
| Farmaco | Molecola | Che cosa attiva | Indicazione autorizzata |
|---|---|---|---|
| Ozempic | Semaglutide | Recettore del GLP-1 | Diabete di tipo 2 |
| Wegovy | Semaglutide | Recettore del GLP-1 | Controllo del peso in caso di obesità, o di sovrappeso con una complicanza |
| Saxenda | Liraglutide | Recettore del GLP-1 | Controllo del peso |
| Mounjaro | Tirzepatide | Recettori del GLP-1 e del GIP | Diabete di tipo 2, controllo del peso |
Tutti richiedono la prescrizione, quasi sempre si iniettano, e si aggiungono a un'alimentazione adeguata e all'attività fisica, come precisano le loro autorizzazioni. Sul piano pratico l'AIFA distingue due casi: per il diabete di tipo 2 questi farmaci sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale secondo la Nota 100; per il controllo del peso Wegovy, Saxenda e Mounjaro sono in classe C, a carico di chi li usa.
La loro efficacia sul peso è stata misurata in grandi studi: 14,9% di calo medio in 68 settimane con semaglutide 2,4 mg in STEP 1, fino al 20,9% in 72 settimane con la dose più alta di tirzepatide in SURMOUNT-1.
Questi risultati hanno un rovescio. Il foglio illustrativo di Wegovy colloca tra gli effetti indesiderati molto comuni, quelli che riguardano più di una persona su dieci, nausea, vomito, diarrea, stitichezza, dolori addominali, mal di testa e stanchezza, soprattutto nel periodo di aumento delle dosi. Abbiamo dedicato all'argomento una guida completa. Stabilire se una terapia del genere sia indicata, e quale, è compito di una visita medica.
Il GLP-1 che produciamo da soli
Indipendentemente da qualunque terapia, la secrezione di GLP-1 cambia in base a ciò che mangiamo. Le proteine la stimolano in modo netto. Le fibre contribuiscono attraverso il microbiota, che le trasforma in molecole a cui le cellule L sono sensibili. Contano anche la durata del pasto, il sonno e l'attività fisica.
L'effetto resta quello di un ormone che vive due minuti: un segnale di sazietà più chiaro dopo il pasto, niente che somigli all'azione di un farmaco. Facciamo il punto nel nostro approfondimento sul GLP-1 naturale, e per chi è in terapia nella guida alla dieta GLP-1.
Che cosa il GLP-1 non è
Non è un nutriente: nessun alimento lo contiene. Non è nemmeno un ingrediente. Integratori, gocce e cerotti con «GLP-1» nel nome non ne contengono, e nessuno è autorizzato in Europa a vantare un effetto su questo ormone. Le lettere sulla confezione indicano un'intenzione commerciale, come spieghiamo nella guida agli integratori GLP-1.
E non è l'«ormone della magrezza» di certi titoli. Il GLP-1 è uno dei tanti segnali che regolano l'appetito, insieme alla grelina, alla leptina, al peptide YY e ad altri. Il suo nome è diventato famoso perché abbiamo imparato a copiarlo. La fisiologia, quella, non si riduce a una sola molecola.
Domande frequenti
Cosa significa GLP-1?
GLP-1 è la sigla di glucagon-like peptide-1. È un ormone prodotto da alcune cellule dell'intestino dopo i pasti, che partecipa alla regolazione della glicemia e alla sazietà.
Il GLP-1 è un ormone o un farmaco?
È un ormone naturale. I farmaci chiamati spesso «GLP-1» sono analoghi, molecole di sintesi che attivano lo stesso recettore e restano attive molto più a lungo dell'ormone.
Che ruolo ha il GLP-1 nel dimagrimento?
Il GLP-1 rallenta lo svuotamento dello stomaco e manda al cervello un segnale di sazietà, riducendo la voglia di mangiare. I farmaci che lo imitano prolungano questo effetto per diversi giorni, ed è da qui che vengono i cali di peso misurati negli studi clinici.
Quali sono i nomi commerciali dei farmaci GLP-1?
I più noti sono Ozempic e Wegovy (semaglutide) e Saxenda (liraglutide). Mounjaro (tirzepatide) attiva sia il recettore del GLP-1 sia quello del GIP. Tutti richiedono la prescrizione medica.
Qual è la differenza tra Ozempic e Wegovy?
Contengono la stessa molecola, la semaglutide. Ozempic è autorizzato nel diabete di tipo 2, Wegovy nel controllo del peso, a una dose diversa. La scelta dell'uno o dell'altro spetta al medico.
Quanto resta attivo il GLP-1 nel corpo?
Il GLP-1 naturale viene degradato in uno o due minuti da un enzima, la DPP-4. I farmaci sono stati progettati per resistere a questo enzima: la semaglutide, per esempio, ha un'emivita di circa una settimana.
Si può aumentare il GLP-1 senza farmaci?
Se ne può favorire la secrezione con pasti ricchi di proteine e di fibre, consumati senza fretta, e con uno stile di vita attivo. L'effetto è modesto e passeggero, senza rapporto con quello di una terapia.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Non modificare mai una terapia senza averne parlato con il tuo medico.
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